Chuck Adams: “Amiamo la Svizzera e il suo credo di libertà”
Il managing director del gruppo Coeptis, con base nello Stato americano dell’Idaho, parla di sé ad angolo giro e di come accrescere il business
Chuck Adams, imprenditore americano, ha una missione: fare da ponte tra il mondo della tecnologia e quello del business. Con un master in ingegneria meccanica e un’analoga certificazione in business administration, il suo profilo è quello dell’uomo di scienza capace di inserirsi con successo nel mondo dell’imprenditorialità: è infatti managing director di Coeptis Consulting Group negli USA.
La sua azienda di consulenza manageriale, nata dopo prestigiose esperienze presso note aziende come GE Aviation e Liercke Construction in qualità di co-fondatore e finance manager, ha lo scopo il fornire ai migliori progetti scientifici, dal mondo aerospaziale sino alle grandi industrie, le chiavi per ottimizzare le proprie risorse ed accrescere il proprio business.
In questa intervista, il vulcanico uomo d’affari yankee ci spiega nel dettaglio le peculiarità della sua azienda, che ha clienti internazionali e di prestigiosissimo livello.
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Lei è originario degli USA e la sua azienda si trova nello Stato dell’Idaho, nell’area metropolitana di Boise. Che cosa ne pensa della Svizzera? Che cosa l’ha spinta sin qui?
“La nostra azienda ha lavorato direttamente e indirettamente con molte meravigliose aziende e persone elvetiche. La Svizzera è riconosciuta in tutto il mondo, tra cui negli Stati Uniti dove abbiamo sede, come un meraviglioso sito di sviluppo economico, affari e cultura con un sistema federale di governo che l’ha resa il grande Paese che è oggi. I nostri ideali sono in linea con quelli svizzeri e amiamo molto il concetto di ‘federalismo’, che tende al decentramento dei poteri di governo per le libertà economiche e personali. Siamo stati felici di aderire all’associazione ‘Swiss Federalism’ e ne sosteniamo la missione”.
Come descriverebbe la sua azienda? Che cosa può dirci del suo sviluppo? Quali sono la missione, i valori e la sua visione?
“La nostra azienda, il Coeptis Consulting Group, è focalizzata sull’aiutare la nostra clientela ad incrementare la creazione di valore, in modo chiaro e semplice. Per il nostro business adottiamo un approccio strategico lavorando con i clienti e costruendo le nostre soluzioni dal basso verso l’alto anziché puntare sempre dall’alto verso il basso, come fanno molte imprese. Quando abbiamo fondato la nostra azienda già avevamo in chiaro questo concetto: volevamo infatti distinguerci dalle società di consulenza troppo rigide, ‘in mattoni e malta’, per essere agili e adattabili nel trovare le soluzioni per i nostri clienti, e non viceversa. La nostra missione è semplicemente quella di ispirare e responsabilizzare la nostra clientela per ottenere il massimo valore organizzativo e i massimi risultati possibili. Grazie alla nostra disponibilità e capacità di adattarci perfettamente alle esigenze della clientela, la nostra ambizione è di diventare una società di consulenza manageriale di prim’ordine, e sono convinto che sarà realizzata. La nostra azienda ha tre pilastri fondamentali: a) valore del cliente: servire la nostra clientela con umiltà e con le migliori soluzioni, anche se non ci avvantaggia direttamente; b) esperienza del cliente: molte aziende come la nostra trascurano il background del cliente, ma noi sappiamo che l’esperienza di chi si avvale di noi è molto importante per aumentare la creazione di valore. Una piena collaborazione con la nostra clientela offre anche un’esperienza positiva e piacevole; c) infine, miglioramento continuo: c’è sempre un modo migliore per raggiungere gli obiettivi, e gli scopi e le soluzioni possono sempre essere migliorati, compreso il modo in cui consegniamo le soluzioni alla nostra clientela”.
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Quali progetti ha in cantiere e in che cosa consistono? Quali sono i prodotti di punta della vostra attività e quali si stanno sviluppando al meglio?
“Attualmente la nostra azienda sta lavorando ad alcuni entusiasmanti progetti con clienti meravigliosi. Attualmente, ad esempio, stiamo lavorando per una grande società di private equity nel settore aerospaziale e della difesa. Un altro nostro progetto consiste nel fornire assistenza per ricerche di mercato per un cliente multimiliardario che possiede un’azienda di tecnologia industriale situata proprio in Svizzera! Siamo umilmente elettrizzati nel lavorare con questi e altri meravigliosi clienti in tutto il mondo. Le nostre soluzioni per aziende si concentrano su tre aree principali: miglioramento delle prestazioni; sviluppo del prodotto; due diligence operativa e tecnica. Finora abbiamo fornito soluzioni e assistenza ai nostri clienti in tutte queste aree, ma l’area che è cresciuta di più, con nostra sorpresa, è la Operational & Technical Due Diligence. Abbiamo scoperto alcune importanti esigenze nelle fusioni e acquisizioni (‘M&A’, come si dice in America). Noi ci occupiamo della due diligence durante tutto il ciclo di vita dell’affare, incluso l’elenco degli obiettivi, e la due diligence operativa e tecnica, come l’esame di catene di approvvigionamento, ingegneria e interazioni operative e oltre. La nostra azienda ha anche iniziato a sviluppare un database interno e un portale per l’intelligence aziendale, che può essere sfruttato nel futuro per l’attività di fusione e acquisizione”.
Quali sono i suoi principali clienti? In quale settore si sente più specializzato? Qual è quello che vi garantisce i migliori risultati commerciali?
“Finora, come già accennato, i nostri clienti principali rientrano nella categoria ‘aerospaziale e difesa’, compresi i produttori, i fornitori di servizi di manutenzione, riparazione e operatività e le società di investimento o private equity che agiscono all’interno del mercato, lì dove si colloca la nostra competenza principale. Per essere chiari, l’attività del gruppo Coeptis si estende al campo minerario e dei metalli, costruzioni, macchinari e altro, ma il nostro segmento primario è davvero l’Aerospace & Defense. Mentre, naturalmente, non ci sono mai garanzie nel successo degli affari, le nostre relazioni con i clienti primari nascono tipicamente quando c’è un’intersezione di problemi significativi di business/strategia accoppiati alla nostra esperienza tecnica nel campo aerospaziale e della difesa. Quando questa intersezione si verifica, possiamo fornire risultati pratici, veloci e solidi, che una tipica società di consulenza fatica a fornire a causa della burocrazia interna, della mancanza di conoscenza tecnica e industriale e dell’assenza di esperienza in questi soggetti”.
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Quando è nata l’idea di fondare il Coeptis Consulting Group? Quanto ha influito la sua precedente esperienza lavorativa su queste scelte?
“Io e il mio socio d’affari abbiamo lavorato a grandi progetti presso il nostro precedente datore di lavoro, un grande conglomerato industriale. Durante quegli anni, abbiamo notato tratti negativi che affliggevano non soltanto la compagnia per la quale lavoravamo, ma molti dei suoi fornitori e venditori: mancanza di allineamento organizzativo per i progetti di miglioramento continuo; pratiche di sviluppo del prodotto scarse e lente nelle organizzazioni industriali; mancanza di sistemi di pensiero in tutto il ciclo di vita dei prodotti e dei processi. Queste osservazioni e gli insegnamenti della nostra precedente esperienza di lavoro, ci hanno motivato ad avviare la nostra azienda, cercando di aiutare la società e i clienti ad affrontare queste lacune e altre”.
Di che cosa si occupa nel tempo libero? C’è qualcosa che vorrebbe fare, ma che non ha ancora avuto il tempo di seguire come vorrebbe?
“Quando sono lontano dal lavoro mi piace stare con la mia famiglia e fare attività all’aperto, come la caccia, l’escursionismo, la pesca e il campeggio. Inoltre, mi piace fare progetti a casa, come riparare le automobili, produrre sidro e vino e persino salmone affumicato. Un sogno che ho nel cassetto… è quello di costruirmi almeno una fattoria, oppure una casa con un po’ di terra attorno per raggiungere l’autosufficienza alimentare. Mi piacerebbe anche sperimentare una coltura idroponica in giardino ed avere fonti di energia alternative e un piccolo laboratorio per accomodare le attrezzature e i mezzi di trasporto. Mi piace molto il mio lavoro, con clientela di altissimo livello, ma nel contempo sono anche molto legato alle attività manuali”.
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Che cosa si aspetta dai suoi colleghi e amici? Quali atteggiamenti le danno fastidio e quali apprezza negli altri? È una persona tollerante o trova difficile perdonare malintesi o insulti? Quali meccanismi di “sanzione” o ricompensa addotta, nel caso?
“Quando lavoro con i miei colleghi, mi pongo sempre questa domanda: ‘Qual’è la soluzione migliore per il suo bisogno?’. Ho lavorato in vari ambiti business-to-business nel corso della mia carriera e mi sono accorto che nel settore dell’ingegneria, a volte, ci si dimentica il cliente finale. Accade che certe aziende si perdano troppo nei dettagli, trascurando l’intera attività come ecosistema. Apprezzo molto quando i miei colleghi e amici pensano agli effetti a lungo termine delle loro decisioni: è importante, nel management, non essere miopi e saper guardare i risultati più distanti nel futuro. Non mi piace quando le persone attorno a me perdono di vista gli obbiettivi finali. Tuttavia, questo non significa che io sia una persona intollerante. Sono un essere umano imperfetto, commetto errori proprio come tutti gli altri, quindi cerco sempre di estendere la grazia e il perdono al prossimo, anche se fino a un certo punto, ovviamente. Se un collega o un dipendente ci prova seriamente, ma commette un errore, poi comprende dove ha sbagliato e ne esce come una persona migliore, io in primis ne sono felice. Io tendo sempre ad incoraggiare gli altri ed evito di puntare il dito. Le persone sono l’anima di un’organizzazione, e una delle mie frasi preferite è ‘prenditi cura di me, io mi prenderò cura di te…’. Se i dipendenti si prendono cura dei clienti e del prossimo, io farò di tutto per assicurarmi che siano ben ricompensati, in segno di mio apprezzamento per il loro lavoro”.
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Quali sono i suoi più grandi rimpianti e rimorsi? C’è qualcosa di cui si è pentito? O, al contrario, qualcosa che non ha fatto nella vita o nella sua carriera e che oggi rimpiange?
“Il mio più grande rimpianto… è stato preoccuparmi troppo di che cosa pensassero gli altri. Sfortunatamente, guardando indietro, mi rendo conto che non dovevo temere di parlare di quali fossero i miei obiettivi e le mie ambizioni, e dovevo semplicemente perseguirli, anche se gli altri non mi supportavano o pensavano fossero sciocchi. Onestamente, ho lasciato che i miei precedenti manager e supervisori esercitassero un’influenza troppo negativa su di me, e mi sono reso conto soltanto adesso di quanto mi impedissero di ottenere di più in nome del concetto di ‘esperienza’…”.
Com’è stata la sua esperienza di finalista dello “International Innovative Start Up/SME Award ‘Swiss Federalism, GCBL and Milton Friedman’”, che si è tenuto a Zurigo il 18 settembre scorso?
“È stata un’esperienza meravigliosa partecipare al concorso e sintonizzarsi sulla cerimonia. Non riusciamo ancora a credere di essere stati selezionati come finalisti e siamo molto onorati di far parte di un così grande gruppo di aziende meravigliose”.
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Come vede l’espansione della sua azienda in Svizzera e in Europa? Prevede qualche genere di ‘sfida culturale’?
“Per le aziende che serviamo, operanti in ambito aerospaziale, automobilistico, manifatturiero e di investimento, vediamo l’espansione in Svizzera e in Europa come un grande passo avanti. La Confederazione Elvetica ha, per tradizione, un mercato consolidato, e siamo felici di iniziare a offrire i nostri servizi anche ad aziende collocate in questa nazione. Sarà per me e il mio partner una sfida stimolante, ma fortunatamente abbiamo già anni di esperienza con aziende europee in passato e, proprio grazie alle differenze culturali tra continenti, potremmo acquisire competenze nuove”.
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