{"id":236242,"date":"2025-12-14T15:21:24","date_gmt":"2025-12-14T15:21:24","guid":{"rendered":"https:\/\/swissfederalism.ch\/magic-racket-christmas-miracle\/"},"modified":"2025-12-14T15:54:21","modified_gmt":"2025-12-14T15:54:21","slug":"magische-schlaeger-weihnachtswunder","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/magische-schlaeger-weihnachtswunder\/","title":{"rendered":"La racchetta magica e il miracolo di natale &#8211; Der Magische Schl\u00e4ger und das Weihnachtswunder"},"content":{"rendered":"<h1 dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">La racchetta magica e il miracolo di natale<\/span><\/h1>\n<figure id=\"attachment_236216\" aria-describedby=\"caption-attachment-236216\" style=\"width: 840px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-236216 size-large\" src=\"https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ale-e-la-racchetta-magica-Image-by-ChatGPT-1024x683.png\" alt=\"Ale e la racchetta magica Image by ChatGPT\" width=\"840\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ale-e-la-racchetta-magica-Image-by-ChatGPT-1024x683.png 1024w, https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ale-e-la-racchetta-magica-Image-by-ChatGPT-300x200.png 300w, https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ale-e-la-racchetta-magica-Image-by-ChatGPT-768x512.png 768w, https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ale-e-la-racchetta-magica-Image-by-ChatGPT-350x233.png 350w, https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ale-e-la-racchetta-magica-Image-by-ChatGPT.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-236216\" class=\"wp-caption-text\"><span class=\"font-377884\">Ale e la racchetta magica Image by ChatGPT<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Alessandro, per tutti \u201cAle\u201d, aveva dieci anni e una mano sinistra che sembrava nata con la racchetta attaccata. Quella mattina di dicembre si svegli\u00f2 di soprassalto, il cuore che gli batteva forte nel petto. Aveva sognato una racchetta capace di fare miracoli: vinceva tornei, ma soprattutto guariva sua sorella Sofia, che da settimane non riusciva pi\u00f9 ad alzarsi dal letto.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Si affacci\u00f2 alla finestra. La neve cadeva lenta, coprendo il quartiere di un silenzio ovattato. Sofia tossiva nella stanza accanto; la mamma, Laura, lavorava doppi turni in fabbrica per pagare le medicine. Ale stringeva i pugni: si sentiva piccolo, inutile.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">A colazione Laura cerc\u00f2 di sorridere. \u00abManca poco a Natale, tesoro.\u00bb Ale annu\u00ec senza convinzione. Dentro di lui, per\u00f2, il sogno non svaniva. E se la racchetta magica fosse esistita davvero?<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Dopo scuola corse al campetto dietro casa, la vecchia racchetta di legno in mano. Colpiva la palla con rabbia, come se ogni dritto potesse spingere via la malattia di Sofia. A un tratto qualcosa sfrecci\u00f2 nel cielo grigio: una specie di meteora minuscola. Cadde proprio sul campo, rimbalz\u00f2 una volta e colp\u00ec la racchetta.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Un lampo dorato. La racchetta trem\u00f2, poi parl\u00f2 con una voce calda e un po\u2019 rauca, come quella di un vecchio allenatore: \u00abEra ora, mancino. Mi hai fatto prendere un freddo cane qua dentro.\u00bb<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Ale rimase a bocca aperta. \u00abTu\u2026 parli?\u00bb \u00abCerto che parlo. Sono la Racchetta Magica. Ma ho una condizione: se vuoi che ti aiuti a salvare tua sorella, devi imparare a giocare con la destra.\u00bb \u00abCon la destra? Ma io sono mancino nato!\u00bb \u00abAppunto\u00bb disse la racchetta, quasi ridendo. \u00abLa vita non sempre ti lascia usare la mano che preferisci. Impara.\u00bb<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Ale protest\u00f2, brontol\u00f2, cadde mille volte. La racchetta non lo insultava mai, per\u00f2 era implacabile: \u00abDi nuovo. Pi\u00f9 basso il gomito. Senti la palla, non picchiarla.\u00bb Giorno dopo giorno, sotto la neve che si scioglieva e ricadeva, Ale impar\u00f2. Le dita della mano destra si riempirono di vesciche, poi di calli. I colpi diventarono puliti, precisi, diversi. Migliori.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Una sera abbracci\u00f2 forte la mamma in cucina. \u00abVedrai, mamma. Trover\u00f2 i soldi per Sofia. Te lo giuro.\u00bb Laura gli accarezz\u00f2 i capelli. \u00abI miracoli esistono, Ale. Ma a volte hanno bisogno di mani umane per arrivare.\u00bb<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Il giorno dopo, davanti casa, un\u2019auto si ferm\u00f2 con il motore che rantolava. Ne scese un uomo alto, giaccone pesante, sciarpa della Lazio: Marco Santoro, ex allenatore di giocatori professionisti, ora in cerca di talenti dimenticati. Chiese di telefonare. Mentre aspettava il carroattrezzi, guard\u00f2 fuori dalla finestra e vide Ale che si allenava da solo.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Il ragazzo colpiva con la destra, ma il polso era morbido, il timing perfetto. Marco socchiuse gli occhi: quel bambino aveva qualcosa di speciale.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">\u00abChi ti ha insegnato quel rovescio?\u00bb chiese quando Ale rientr\u00f2, infreddolito e rosso in faccia. \u00abLei\u00bb rispose Ale, mostrando la racchetta con naturalezza. Marco rise. \u00abUna racchetta che insegna? Mi piace la fantasia. Facciamo cos\u00ec: domenica c\u2019\u00e8 un torneo under 12 al circolo. Vieni. Se arrivi in finale, ti prendo in squadra. Affare fatto?\u00bb<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Ale guard\u00f2 la racchetta. Lei non disse nulla, ma Ale sent\u00ec un calore diffondersi lungo il manico, come un s\u00ec silenzioso.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Il torneo fu una favola. Ale vinceva partite che sulla carta erano impossibili. Ogni volta che esitava, la racchetta gli sussurrava nell\u2019orecchio: \u00abRespira. Fidati della destra che hai costruito.\u00bb Arriv\u00f2 in finale contro un ragazzo pi\u00f9 alto di lui di una testa. Sul 4-5, 30-40 sotto, match point contro, Ale chiuse gli occhi un secondo. Sent\u00ec la voce della racchetta, ma stavolta era diversa, pi\u00f9 dolce: \u00abNon sono io, Ale. Sei tu.\u00bb<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Servizio. Risposta. Dritto lungolinea di pura seta. Vittoria.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Marco mantenne la parola. Inizi\u00f2 a portarlo ai tornei veri, quelli con il montepremi. Le borse di studio, i rimborsi spese, i premi: i soldi arrivarono, lenti ma sicuri. Laura pot\u00e9 portare Sofia da uno specialista a Roma. Le terapie funzionarono. A marzo Sofia torn\u00f2 a scuola con le guance rosa e un pallone sotto il braccio.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">La vigilia di Natale, sotto l\u2019albero, c\u2019era un solo regalo grande. Ale lo scart\u00f2: una racchetta nuova, professionale, con le corde rosse e verdi. \u00abQuesta \u00e8 per i tornei\u00bb disse Marco, che era stato invitato a cena. \u00abQuella vecchia la tieni per ricordo.\u00bb<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Ale prese la racchetta magica, ormai silenziosa, e la appoggi\u00f2 con cura sopra il camino. Non brillava pi\u00f9, non parlava pi\u00f9. Ma quando la guardava, sentiva ancora quella voce calda dentro di s\u00e9.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Il Natale successivo, la casa era piena di luci, di odore di pandoro e di risate che non si sentivano da troppo tempo.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Sofia, con le guance di nuovo rotonde e gli occhi brillanti, correva intorno all\u2019albero inseguendo il gatto. Laura, per la prima volta dopo anni, aveva spento il telefono del lavoro e cantava \u201cTu scendi dalle stelle\u201d mentre sistemava l\u2019ultimo piatto di tortellini. Ale, seduto sul divano, teneva tra le mani la vecchia racchetta di legno: non brillava pi\u00f9, non parlava pi\u00f9, ma era l\u00ec, appoggiata accanto a lui come un amico che ha finito il suo compito e ora riposa.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Quando arriv\u00f2 il momento dei regali, Laura gliene porse uno piccolo, avvolto in carta rossa. \u00abQuesto \u00e8 da parte di tutti noi\u00bb disse con la voce che tremava un po\u2019.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Ale lo apr\u00ec: era una targhetta d\u2019argento, sottile, con una scritta incisa.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Per Ale, che ha imparato a giocare con l\u2019altra mano e ha insegnato a tutti noi a non mollare mai. Con amore, Mamma, Sofia\u2026 e pap\u00e0.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Sul retro, incisa, c\u2019era l\u2019impronta del pollice di suo padre.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Ale alz\u00f2 gli occhi. La vecchia racchetta era appoggiata sopra il camino, silenziosa. Eppure, per un istante, gli parve di sentirla vibrare appena, come se qualcuno la stesse ancora impugnando dall\u2019altra parte del cielo.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Si avvicin\u00f2, la prese con entrambe le mani e la port\u00f2 sotto l\u2019albero. La pos\u00f2 al centro, tra i pacchetti, come il cuore di quella notte.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">\u00abQuesta non si tocca pi\u00f9,\u00bb disse con la voce bassa ma ferma. \u00ab\u00c8 la racchetta di pap\u00e0. \u00c8 sempre stata la racchetta di pap\u00e0. Lui \u00e8 tornato per un po\u2019, dentro di lei, per insegnarmi a usare la sua mano quando io volevo arrendermi con la mia. Ogni colpo che ho fatto con la destra\u2026 era lui che colpiva insieme a me.\u00bb<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Una lacrima gli scivol\u00f2 sulla guancia, ma sorrideva.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">\u00abAdesso pu\u00f2 riposare. Ha finito il suo lavoro.\u00bb<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Sofia gli butt\u00f2 le braccia al collo. Laura lo strinse forte. Nessuno parl\u00f2 pi\u00f9. Non serviva.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Fuori la neve cadeva fitta e silenziosa. Dentro, la vecchia racchetta di legno di suo padre rifletteva le luci dell\u2019albero, quieta, senza pi\u00f9 bisogno di brillare.<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\"><span class=\"font-377884\">Perch\u00e9 il miracolo era compiuto, e l\u2019amore di un padre non ha bisogno di magia: basta che un figlio prenda in mano ci\u00f2 che lui ha lasciato, e continui a giocare, con la sua stessa mano.<\/span><\/p>\n<h1 data-start=\"3130\" data-end=\"3240\"><span class=\"font-377884\">Der Magische Schl\u00e4ger und das Weihnachtswunder<\/span><\/h1>\n<p data-start=\"114\" data-end=\"545\"><span class=\"font-377884\">Alessandro, von allen \u201eAle\u201c genannt, war zehn Jahre alt und hatte eine linke Hand, die schien, als w\u00e4re sie mit einem Schl\u00e4ger geboren. An diesem Dezembermorgen erwachte er mit einem Ruck, das Herz h\u00e4mmerte ihm in der Brust. Er hatte von einem Schl\u00e4ger getr\u00e4umt, der Wunder vollbringen konnte: Er gewann Turniere, aber am wichtigsten war, dass er seine Schwester Sofia heilte, die seit Wochen nicht aus dem Bett aufstehen konnte.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"547\" data-end=\"829\"><span class=\"font-377884\">Er blickte aus dem Fenster. Der Schnee fiel langsam und bedeckte die Nachbarschaft mit ged\u00e4mpfter Stille. Sofia hustete im Nebenzimmer; ihre Mutter Laura arbeitete in der Fabrik Doppelschichten, um die Medikamente zu bezahlen. Ale ballte die F\u00e4uste: Er f\u00fchlte sich klein, nutzlos.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"831\" data-end=\"1044\"><span class=\"font-377884\">Beim Fr\u00fchst\u00fcck versuchte Laura zu l\u00e4cheln. \u201eWeihnachten ist fast da, Liebling.\u201c Ale nickte, ohne \u00fcberzeugt zu sein. Doch in ihm war der Traum nicht verblasst. Was, wenn der magische Schl\u00e4ger wirklich existierte?<\/span><\/p>\n<p data-start=\"1046\" data-end=\"1380\"><span class=\"font-377884\">Nach der Schule rannte er zu dem kleinen Platz hinter dem Haus, den alten Holzschl\u00e4ger in der Hand. Er schlug den Ball w\u00fctend, als k\u00f6nnte jeder Vorhand-Schlag Sofias Krankheit vertreiben. Pl\u00f6tzlich schoss etwas \u00fcber den grauen Himmel: eine winzige Art Meteor. Es landete genau auf dem Platz, prallte einmal ab und traf den Schl\u00e4ger.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"1382\" data-end=\"1572\"><span class=\"font-377884\">Ein goldener Blitz. Der Schl\u00e4ger zitterte und sprach dann mit einer warmen, leicht heiseren Stimme, wie die eines alten Trainers: \u201eEndlich, Linksh\u00e4nder. Mir ist hier drin eiskalt gewesen.\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"1574\" data-end=\"1971\"><span class=\"font-377884\">Ale war sprachlos. \u201eDu\u2026 sprichst?\u201c\u201eNat\u00fcrlich spreche ich. Ich bin der magische Schl\u00e4ger. Aber es gibt eine Bedingung: Wenn du willst, dass ich deiner Schwester helfe, musst du lernen, mit der rechten Hand zu spielen.\u201c\u201eMit der rechten? Aber ich bin Linksh\u00e4nder!\u201c\u201eGenau\u201c, sagte der Schl\u00e4ger, fast lachend. \u201eDas Leben l\u00e4sst einen nicht immer die Hand benutzen, die man bevorzugt. Lern es.\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"1973\" data-end=\"2360\"><span class=\"font-377884\">Ale protestierte, beschwerte sich, fiel unz\u00e4hlige Male. Der Schl\u00e4ger beleidigte ihn nie, aber er war unerbittlich: \u201eNoch mal. Ellbogen runter. F\u00fchl den Ball, schlag ihn nicht einfach.\u201c Tag f\u00fcr Tag, unter dem Schnee, der schmolz und wieder fiel, lernte Ale. Die Finger seiner rechten Hand f\u00fcllten sich mit Blasen, dann mit Hornhaut. Seine Schl\u00e4ge wurden sauber, pr\u00e4zise, anders. Besser.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"2362\" data-end=\"2612\"><span class=\"font-377884\">Eines Abends umarmte er seine Mutter fest in der K\u00fcche. \u201eDu wirst sehen, Mama. Ich werde das Geld f\u00fcr Sofia finden. Ich verspreche es.\u201c Laura streichelte sein Haar. \u201eWunder gibt es, Ale. Aber manchmal brauchen sie menschliche H\u00e4nde, um anzukommen.\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"2614\" data-end=\"2978\"><span class=\"font-377884\">Am n\u00e4chsten Tag hielt vor ihrem Haus ein Auto, der Motor stotterte. Ein gro\u00dfer Mann stieg aus, mit einem Lazio-Schal: Marco Santoro, ehemaliger Trainer professioneller Spieler, nun auf der Suche nach vergessenen Talenten. Er bat darum, ein Telefonat zu f\u00fchren. W\u00e4hrend er auf den Abschleppwagen wartete, schaute er aus dem Fenster und sah Ale alleine trainieren.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"2980\" data-end=\"3140\"><span class=\"font-377884\">Der Junge schlug mit der rechten Hand, doch sein Handgelenk war weich, das Timing perfekt. Marco zog die Augenbrauen hoch: Dieses Kind hatte etwas Besonderes.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"3142\" data-end=\"3498\"><span class=\"font-377884\">\u201eWer hat dir diesen R\u00fcckhand-Schlag beigebracht?\u201c fragte er, als Ale hereinkam, gefroren und err\u00f6tet.\u201eSie\u201c, antwortete Ale und zeigte beil\u00e4ufig den Schl\u00e4ger. Marco lachte. \u201eEin Schl\u00e4ger, der unterrichtet? Ich mag die Fantasie. Also: Am Sonntag gibt es ein Unter-12-Turnier im Club. Komm. Wenn du ins Finale kommst, nehme ich dich ins Team. Abgemacht?\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"3500\" data-end=\"3610\"><span class=\"font-377884\">Ale sah den Schl\u00e4ger an. Er sagte nichts, aber Ale f\u00fchlte eine W\u00e4rme entlang des Griffs, wie ein stilles Ja.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"3612\" data-end=\"4083\"><span class=\"font-377884\">Das Turnier war ein M\u00e4rchen. Ale gewann Partien, die auf dem Papier unm\u00f6glich schienen. Jedes Mal, wenn er z\u00f6gerte, fl\u00fcsterte der Schl\u00e4ger ihm ins Ohr: \u201eAtme. Vertraue der rechten Hand, die du aufgebaut hast.\u201c Er erreichte das Finale gegen einen Jungen, eine Kopfgr\u00f6\u00dfe gr\u00f6\u00dfer. Bei 4-5, 30-40 R\u00fcckstand, Matchball gegen ihn, schloss Ale einen Moment die Augen. Er h\u00f6rte die Stimme des Schl\u00e4gers, doch diesmal war sie anders, sanfter: \u201eIch bin es nicht, Ale. Es bist du.\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"4085\" data-end=\"4151\"><span class=\"font-377884\">Aufschlag. Return. Vorhand die Linie entlang, reine Seide. Sieg.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"4153\" data-end=\"4504\"><span class=\"font-377884\">Marco hielt sein Wort. Er begann, Ale zu echten Turnieren zu bringen, denjenigen mit Preisgeldern. Stipendien, Reisekostenerstattungen, Preise: Das Geld kam, langsam, aber sicher. Laura konnte Sofia zu einem Spezialisten nach Rom bringen. Die Therapien wirkten. Im M\u00e4rz kehrte Sofia mit rosigen Wangen und einem Ball unter dem Arm zur Schule zur\u00fcck.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"4506\" data-end=\"4766\"><span class=\"font-377884\">Am Heiligabend, unter dem Baum, gab es nur ein gro\u00dfes Geschenk. Ale packte es aus: einen neuen Profi-Schl\u00e4ger, mit roten und gr\u00fcnen Saiten. \u201eDieser ist f\u00fcr die Turniere\u201c, sagte Marco, der zum Abendessen eingeladen war. \u201eDen alten beh\u00e4ltst du als Erinnerung.\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"4768\" data-end=\"4974\"><span class=\"font-377884\">Ale nahm den magischen Schl\u00e4ger, jetzt still, und legte ihn vorsichtig auf den Kaminsims. Er gl\u00e4nzte nicht mehr, sprach nicht mehr. Doch wenn er ihn ansah, sp\u00fcrte er immer noch diese warme Stimme in sich.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"4976\" data-end=\"5114\"><span class=\"font-377884\">Am n\u00e4chsten Weihnachten war das Haus voller Lichter, nach Panettone duftend, und voller Lachen, das schon lange nicht mehr geh\u00f6rt wurde.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"5116\" data-end=\"5562\"><span class=\"font-377884\">Sofia, wieder mit vollen Wangen und strahlenden Augen, rannte um den Baum und jagte die Katze. Laura hatte zum ersten Mal seit Jahren ihr Arbeitstelefon ausgeschaltet und sang \u201eTu scendi dalle stelle\u201c, w\u00e4hrend sie den letzten Teller Tortellini arrangierte. Ale, auf dem Sofa sitzend, hielt den alten Holzschl\u00e4ger: Er gl\u00e4nzte nicht mehr, sprach nicht mehr, doch er war da, ruhend wie ein Freund, der seine Aufgabe erf\u00fcllt hatte und nun ausruhte.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"5564\" data-end=\"5736\"><span class=\"font-377884\">Als es Zeit f\u00fcr die Geschenke war, reichte Laura ihm ein kleines, in rotes Papier eingewickeltes Geschenk. \u201eDas ist von uns allen\u201c, sagte sie, die Stimme leicht zitternd.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"5738\" data-end=\"5799\"><span class=\"font-377884\">Ale \u00f6ffnete es: Es war eine d\u00fcnne Silberplakette, graviert.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"5801\" data-end=\"5947\"><span class=\"font-377884\">\u201eF\u00fcr Ale, der gelernt hat, mit der anderen Hand zu spielen und uns allen beigebracht hat, niemals aufzugeben. Mit Liebe, Mama, Sofia\u2026 und Papa.\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"5949\" data-end=\"6005\"><span class=\"font-377884\">Auf der R\u00fcckseite war der Daumenabdruck seines Vaters.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"6007\" data-end=\"6195\"><span class=\"font-377884\">Ale blickte auf. Der alte Schl\u00e4ger ruhte still auf dem Kaminsims. Doch f\u00fcr einen Moment schien er leicht zu vibrieren, als w\u00fcrde ihn noch jemand von der anderen Seite des Himmels halten.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"6197\" data-end=\"6345\"><span class=\"font-377884\">Er ging hin, nahm ihn mit beiden H\u00e4nden und legte ihn unter den Baum. Er stellte ihn in die Mitte, zwischen die Pakete, wie das Herz dieser Nacht.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"6347\" data-end=\"6666\"><span class=\"font-377884\">\u201eDieser wird jetzt nicht mehr anger\u00fchrt\u201c, sagte er mit leiser, aber fester Stimme. \u201eEs ist Papas Schl\u00e4ger. Es war immer Papas Schl\u00e4ger. Er kam f\u00fcr eine Weile zur\u00fcck, in ihm, um mir zu zeigen, wie ich seine Hand benutzen kann, wenn ich mit meiner aufgeben wollte. Jeder Schlag mit der rechten Hand\u2026 er schlug mit mir.\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"6668\" data-end=\"6721\"><span class=\"font-377884\">Eine Tr\u00e4ne lief \u00fcber seine Wange, aber er l\u00e4chelte.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"6723\" data-end=\"6777\"><span class=\"font-377884\">\u201eJetzt kann er ruhen. Er hat seine Aufgabe erf\u00fcllt.\u201c<\/span><\/p>\n<p data-start=\"6779\" data-end=\"6874\"><span class=\"font-377884\">Sofia warf ihre Arme um ihn. Laura umarmte ihn fest. Niemand sprach mehr. Es war nicht n\u00f6tig.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"6876\" data-end=\"7036\"><span class=\"font-377884\">Drau\u00dfen fiel der Schnee dicht und still. Drinnen reflektierte der alte Holzschl\u00e4ger seines Vaters die Lichter des Baumes, still, ohne noch leuchten zu m\u00fcssen.<\/span><\/p>\n<p data-start=\"7038\" data-end=\"7231\"><span class=\"font-377884\">Denn das Wunder war geschehen, und die Liebe eines Vaters braucht keine Magie: Es reicht, dass ein Kind in die Hand nimmt, was er hinterlassen hat, und weiterspielt \u2013 mit seiner eigenen Hand.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"font-377884\"><strong><a href=\"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/schelmische-maschine\/\">La macchina dispettosa &#8211; Die schelmische Maschine<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/k16trade.ch\/raw-coffee\/\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-230949 size-medium\" src=\"https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FullLogo_Transparent_NoBuffer-300x145.png\" alt=\"K16 TRADE &amp; CONSULTING SWITZERLAND\" width=\"300\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FullLogo_Transparent_NoBuffer-300x145.png 300w, https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FullLogo_Transparent_NoBuffer-1024x495.png 1024w, https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FullLogo_Transparent_NoBuffer-768x371.png 768w, https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FullLogo_Transparent_NoBuffer-350x169.png 350w, https:\/\/swissfederalism.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FullLogo_Transparent_NoBuffer.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ale, ein zehnj\u00e4hriger Junge, entdeckt einen magischen Schl\u00e4ger, der ihm hilft, seine Schwester zu retten und durch Sport, Liebe und Ausdauer zu wachsen.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":236219,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2104,388,295,2464,211],"tags":[1851,2284,2472,2469],"class_list":["post-236242","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italienische-kultur","category-kanton-aargau","category-schweiz","category-zairas-ecke","category-zeitschrift","tag-auslandsitaliener-de","tag-italienische-sprache","tag-literarisches-werk","tag-zaira-sellerio-de"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236242","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=236242"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236242\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":236244,"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236242\/revisions\/236244"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/236219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=236242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=236242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/swissfederalism.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=236242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}