La notte di San Lorenzo sotto un cielo speciale

Il 12 agosto 2026 tra eclissi solare, stelle cadenti e desideri

Solar Eclipse and Perseid Meteor Shower Image by Grok
Solar Eclipse and Perseid Meteor Shower Image by Grok

Ogni estate, intorno al 10 agosto, la notte di San Lorenzo porta con sé una delle tradizioni più amate: alzare gli occhi verso il cielo, cercare una stella cadente e affidarle un desiderio.

Nel 2026, però, il cielo offrirà uno spettacolo ancora più particolare. Il 12 agosto una spettacolare eclissi solare interesserà anche la Svizzera, proprio nelle giornate in cui le Perseidi, uno degli sciami meteorici più conosciuti dell’anno, raggiungeranno il loro periodo di massima attività.

Sarà quindi una settimana in cui Sole, Luna e stelle sembreranno raccontare una storia comune, unendo scienza, tradizione e immaginazione.

Un’eclissi quasi totale vista dalla Svizzera

L’eclissi solare del 12 agosto 2026 sarà totale in alcune zone del mondo, ma dalla Svizzera sarà osservabile come eclissi parziale. La Luna passerà davanti al Sole, coprendone una porzione eccezionalmente grande.

La percentuale di oscuramento varierà a seconda della località. A San Gallo sarà circa del 90,2%, a Zurigo del 90,6%, mentre nella zona di Ginevra raggiungerà circa il 92,8%. Il massimo è previsto intorno alle 20:17-20:20, a seconda della località. A Zurigo, per esempio, l’eclissi inizierà alle 19:24, raggiungerà il massimo alle 20:18 e terminerà intorno alle 20:42. A Ginevra inizierà alle 19:26 e terminerà poco prima delle 20:50.

In altre parole, oltre nove decimi del disco solare saranno coperti dalla Luna. Non si arriverà però alla totalità: dalla Svizzera resterà sempre una parte del Sole visibile.

Ed è proprio questa differenza a essere importante dal punto di vista scientifico. Durante un’eclissi totale, per pochi minuti la Luna può coprire completamente la fotosfera del Sole, permettendo di osservare la corona solare. Durante un’eclissi parziale, invece, una parte della superficie solare rimane sempre esposta e la luminosità resta molto intensa.

Perché avviene un’eclissi solare?

Un’eclissi solare si verifica quando Sole, Luna e Terra si trovano quasi perfettamente allineati e la Luna si posiziona tra il nostro pianeta e il Sole.

La Luna è circa 400 volte più piccola del Sole, ma è anche circa 400 volte più vicina alla Terra. Questa particolare combinazione fa sì che, vista dal nostro pianeta, la Luna possa apparire quasi delle stesse dimensioni apparenti del Sole.

È proprio questa straordinaria coincidenza geometrica a rendere possibili le eclissi totali.

Non tutte le lune nuove producono però un’eclissi. L’orbita della Luna è infatti inclinata di circa 5 gradi rispetto al piano dell’orbita terrestre. Soltanto quando la Luna nuova passa sufficientemente vicino ai punti in cui le due orbite si intersecano può verificarsi un’eclissi.

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Quanto sono rare le eclissi solari?

Le eclissi solari non sono in realtà eventi rarissimi a livello planetario: ogni anno ne avvengono generalmente da due a cinque in qualche parte della Terra.

Ciò che è raro è poterle vedere da uno stesso luogo.

L’ombra della Luna che produce la totalità percorre infatti una fascia relativamente stretta sulla superficie terrestre. Per questo motivo possono trascorrere molti decenni, o persino secoli, prima che una determinata località possa assistere nuovamente a un’eclissi totale.

Anche un’eclissi parziale molto profonda, come quella che interesserà la Svizzera nel 2026, rappresenta quindi un’occasione astronomica notevole.

E dopo il Sole arrivano le stelle

Lo spettacolo non finirà con l’eclissi.

Nelle stesse notti il cielo sarà attraversato dalle Perseidi, uno degli sciami meteorici più spettacolari dell’anno. Lo sciame è attivo indicativamente dal 17 luglio al 24 agosto e raggiunge il massimo intorno al 12-13 agosto. In condizioni ideali, lontano dalle luci artificiali, possono essere osservate numerose meteore nell’arco di un’ora.

Le cosiddette “stelle cadenti” non sono stelle. Sono minuscoli frammenti di polvere e materiale lasciati lungo la propria orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle.

Quando queste particelle entrano nell’atmosfera terrestre a velocità elevatissima, nell’ordine di circa 60 chilometri al secondo, comprimono e riscaldano l’aria circostante, producendo le scie luminose che osserviamo nel cielo.

Il nome Perseidi deriva invece dalla costellazione di Perseo, dalla quale le meteore sembrano provenire prospetticamente. Questo punto del cielo viene chiamato radiante.

Un 2026 particolarmente favorevole per osservare le Perseidi

C’è un’altra coincidenza astronomica interessante: il 12 agosto 2026 sarà Luna nuova. Questo significa che, durante le notti di massima attività delle Perseidi, il nostro satellite non illuminerà il cielo e sarà quindi più facile vedere anche le meteore più deboli, soprattutto lontano dalle città.

Per osservare le stelle cadenti non servono necessariamente telescopi o strumenti sofisticati. Anzi, per le meteore è spesso meglio guardare il cielo a occhio nudo, sdraiati comodamente e lasciando che gli occhi si adattino gradualmente al buio.

Il consiglio è scegliere un luogo lontano dall’inquinamento luminoso, evitare di guardare direttamente le fonti di luce e avere pazienza: le meteore non cadono tutte nello stesso punto e possono comparire in qualsiasi parte del cielo.

Perché esprimiamo un desiderio davanti a una stella cadente?

La tradizione di esprimere un desiderio quando si vede una stella cadente è molto più antica della moderna astronomia.

Le Perseidi sono state associate per secoli alle “lacrime di San Lorenzo”, secondo una tradizione popolare che collegava le scie luminose nel cielo alle lacrime del santo martirizzato nel III secolo.

Da qui nasce anche l’idea che quelle “lacrime celesti” possano portare fortuna o ascoltare un desiderio.

Ma perché proprio un desiderio?

Forse perché una stella cadente dura soltanto una frazione di secondo. È un istante fugace che ci costringe a pensare immediatamente a ciò che desideriamo davvero. La tradizione trasforma così un fenomeno astronomico in un piccolo rituale personale.

E non è necessario desiderare qualcosa di straordinario. Un desiderio può essere molto semplice: la salute delle persone che amiamo, un nuovo inizio, un viaggio, un progetto da realizzare, la pace, la serenità o il coraggio di affrontare un cambiamento.

La parte più affascinante è che il desiderio rimane segreto. La stella cadente diventa quasi una piccola promessa fatta a noi stessi.

Un desiderio che incontra la scienza

Naturalmente una meteora non può esaudire materialmente un desiderio. La scienza ci spiega perfettamente perché quella scia appare nel cielo.

Eppure conoscere la spiegazione scientifica non rende necessariamente il fenomeno meno magico.

Al contrario, sapere che stiamo osservando un piccolo frammento proveniente da una cometa che ha attraversato il Sistema Solare e che, dopo milioni di chilometri di viaggio, entra per pochi istanti nella nostra atmosfera può rendere l’esperienza ancora più straordinaria.

In quel momento, un desiderio umano e un evento cosmico si incontrano.

Tra tradizione e astronomia

La notte di San Lorenzo nasce dalla tradizione cristiana e dal ricordo del martirio di San Lorenzo, le cui “lacrime” sono state simbolicamente associate alle stelle cadenti.

L’astronomia moderna ci offre oggi una spiegazione completamente diversa: quelle luci sono meteore prodotte da minuscole particelle cometarie che attraversano l’atmosfera terrestre.

Ma scienza e tradizione non devono necessariamente essere in contrapposizione.

Nel 2026, il cielo offrirà addirittura due occasioni per meravigliarsi: prima la Luna oscurerà oltre il 90% del Sole nel cielo svizzero; poche ore dopo, nelle notti successive, le Perseidi illumineranno il cielo con le loro scie luminose.

È un appuntamento che unisce astronomia, cultura, storia e immaginazione.

E forse il desiderio più bello da esprimere davanti a una stella cadente è proprio quello di continuare ad avere la curiosità di guardare verso l’alto.

Un’ultima raccomandazione: proteggere gli occhi

Durante l’eclissi solare non bisogna mai guardare direttamente il Sole senza un’adeguata protezione. Anche quando oltre il 90% del disco solare è coperto, la parte restante emette una quantità di radiazione sufficiente a provocare gravi e permanenti danni alla retina.

Per osservare l’eclissi occorrono quindi occhiali o filtri solari certificati specificamente per l’osservazione del Sole. I normali occhiali da sole, anche molto scuri, non sono sufficienti.

Per le stelle cadenti, invece, basterà aspettare il buio, trovare un luogo tranquillo e poco illuminato e… tenere pronto il proprio desiderio.

 

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